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Tritone punteggiato

  Lissotriton vulgaris (Linnaeus, 1758)

Il Tritone punteggiato ha un nome scientifico: Lissotriton vulgaris (Linnaeus 1758), che nel nostro Paese non gli si addice per niente. Vulgaris è infatti da intendere come "abituale, comune", e in Svizzera il Tritone punteggiato comune proprio non lo è. Al contrario, è una delle rarità della fauna anfibia indigena.
Durante il periodo dell’accoppiamento il maschio assume un aspetto inconfondibile. Una cresta leggermente ondulata si estende lungo il dorso e la coda, che termina a punta. Anche la parte inferiore della coda è ornata da un bordo di colore arancio e azzurro perlato. Le zampe sono palmate. Una striscia scura e marcata corre lungo i due lati del capo, dalla narice attraverso l’occhio fino al collo. I lati del corpo sono punteggiati di scuro. Pure il ventre, la cui fascia centrale ha un colore brillante da giallo-arancione a rosso-arancione, è punteggiato di macchie scure che si estendono di regola fino alla gola. La taglia dei maschi è solitamente compresa tra i 7 e i 9 cm.
La femmina è un po’ più piccola (un’eccezione tra i tritoni), di colore marrone uniforme e senza macchie ai lati del corpo. Ventre e gola sono simili a quelli del maschio, la cloaca è spesso pigmentata di scuro. Al Nord delle Alpi le femmine di Tritone punteggiato sono facilmente confondibili con quelle di Tritone palmato (Lissotriton helveticus, Razoumowsky 1789), tanto che distinguerle è possibile solo mediante la verifica di una combinazione di più caratteri. Al Sud delle Alpi il problema non esiste, poiché il Tritone palmato è assente

 

 

 

 

 

Durante il mese di marzo, i tritoni punteggiati abbandonano i loro rifugi invernali (nicchie al riparo dal gelo sotto sassi o cataste di rami, gallerie di roditori, cavità tra le radici ecc.) e si dirigono verso i luoghi di ovodeposizione, situati di regola nelle vicinanze. Alle nostre latitudini, verso la metà di aprile, la maggior parte degli animali si trova negli stagni, raggiunti dapprima dai maschi che, dopo l'accoppiamento, saranno anche i primi a lasciarli, seguiti solo molto più tardi dalle femmine. Il culmine dell'attività riproduttiva è raggiunto verso la metà di maggio.
 
Pur con alcune differenze, il rituale di corteggiamento è simile a quello delle altre specie indigene: il maschio si esibisce attorno alla femmina piegando il corpo fino a formare una gobba e dando colpi di coda. Con precisi movimenti di quest'ultima, invia verso la compagna le sostanze odorose secrete dalla propria cloaca. Poi depone sul fondo dello stagno un involucro seminale, la spermatofora, che la femmina raccoglie all'interno del proprio ventre. Durante la stagione degli accoppiamenti ogni femmina può accoppiarsi con diversi maschi. In seguito, per diversi giorni o settimane, essa depone dalle 100 alle 300 uova attaccandole singolarmente alle foglie delle piante sommerse.
 
Dopo la schiusa, le larve si nutrono dapprima delle riserve alimentari presenti nell'uovo. In questa fase sono facili prede di molti nemici. È stato osservato che solo il 5 % delle uova dà origine a un giovane tritone. La metamorfosi ha luogo durante l’estate e in seguito gli individui si spostano sulla terraferma. Poiché la deposizione delle uova si prolunga nel tempo, è possibile osservare giovani tritoni appena metamorfosati fino all’autunno.
 
Dalla metà di giugno gli adulti iniziano ad abbandonare gli stagni. Di norma i loro habitat terrestri non distano più di 100 m dai luoghi di riproduzione, ma sono già stati osservati esemplari a una distanza dal corpo d'acqua variabile tra i 200 m e 1 km. Gli spostamenti degli adulti durante la vita terrestre possono essere considerevoli, ma pur sempre all'interno di un perimetro circoscritto. Non di rado sono utilizzati a lungo gli stessi nascondigli diurni: capita infatti che singoli esemplari vengano ritrovati per diverse settimane nel medesimo rifugio. Vista la scarsa propensione a migrare degli adulti, sembra che la ricerca di nuovi territori sia soprattutto legata agli individui più giovani. La latenza invernale può sopravvenire già nel mese di ottobre.
 
Ben poco si conosce sulla longevità del Tritone punteggiato. Osservazioni a tale riguardo indicano che solo il 50% degli adulti raggiunge l’anno di età. Una percentuale che può essere però decisamente minore in presenza di predatori quali la Natrice dal collare (Natrix natrix) o il Tritone crestato. Il Tritone punteggiato è sessualmente maturo al più presto verso i due anni d’età.
 
Negli stagni sono visibili solitamente pochi individui. È raro che in una sera si contino oltre 20 animali in uno specchio d’acqua. Le popolazioni sono tuttavia maggiori rispetto agli individui avvistati: censimenti effettuati in Germania lungo le barriere di salvataggio primaverili o nel corso di pesche selettive con il guadino, hanno rivelato in alcuni casi la presenza nello stesso luogo di alcune centinaia di esemplari. In Svizzera le popolazioni dovrebbero essere generalmente più contenute, ad eccezione di quella ben nota lungo la riva meridionale del Lago di Neuchâtel, che contava addirittura oltre mille esemplari!



 

 
Il Tritone punteggiato è diffuso in tutta l’Europa centrale e raggiunge l’Asia occidentale. È assente in Spagna e in Portogallo.
In Svizzera occupa le quote più basse, soprattutto le valli fluviali (p.es. Aare, Reuss, Reno e Thur). L’areale di distribuzione principale si estende dal Nord del Canton Zurigo, attraverso Sciaffusa e Turgovia, fino alla Valle del Reno sangallese. I ritrovamenti più numerosi sono localizzati ad altitudini tra i 400 e i 600 m, anche se la sua presenza è documentata dai 260 m di Basilea fino ai 1024 m di La Chaux-de-Fonds.

In Ticino è rappresentato con la sottospecie Tritone punteggiato meridionale (Triturus vulgaris meridionalis, Boulenger 1882), dall’aspetto leggermente diverso: la cresta dorsale del maschio è infatti più bassa e non ondulata e la punteggiatura del corpo meno marcata. È molto raro e non sono noti luoghi di ritrovamento al di sopra dei 420 m.

 

Carte di distribuzione

 

 

Il Tritone punteggiato figura a ragione nella Lista Rossa, con lo statuto di specie fortemente minacciata. Il numero dei luoghi di ritrovamento è ristretto e diminuisce sempre più a causa della distruzione e del degrado dei suoi habitat. Vi sono però anche notizie positive. Gli interventi di tutela che hanno portato alla creazione di nuovi stagni nella Valle della Reuss, ad esempio, sono stati coronati da successo: il Tritone punteggiato ha infatti mostrato una nuova diffusione a livello locale.
Permane essenziale una sorveglianza continua di tutti i siti, dove la specie è presente, così da poter prontamente intervenire in modo mirato in caso di peggioramento delle condizioni. Spesso, vale ricordarlo, è più sensato creare nuovi corpi d'acqua nelle vicinanze di quelli già esistenti invece di intervenire massicciamente su questi ultimi.

Ideale è sempre la presenza di una rete di stagni collegati tra loro, con le seguenti caratteristiche: poco profondi (massimo 1 m), soleggiati, privi di fauna ittica, posti nelle vicinanze di boschi o all'interno di boschi golenali radi, che si prosciughino ogni tanto in inverno e situati in un raggio di circa 500 m rispetto a una popolazione già esistente.

 

Tipico delle basse quote, al centro del suo areale di distribuzione europeo, il Tritone punteggiato occupa una grande varietà di corpi d'acqua.
In Svizzera, a causa della posizione topografica, la specie si ritrova per contro al suo limite ecologico ed è in grado di vivere solo in condizioni particolari: la troviamo pertanto soprattutto in stagni soleggiati, di facile riscaldamento e ricchi di vegetazione, talvolta in zone golenali e torbiere: luoghi che spesso ospitano varie comunità di specie acquatiche e anfibie. Evita per contro quasi sempre le acque ombreggiate e fresche. Ottimali sono i siti con una vegetazione acquatica rigogliosa, che offre possibilità di rifugio e strutture idonee all’ ovodeposizione.

A differenza del Tritone palmato e del Tritone crestato (Triturus cristatus, Laurenti 1768), il Tritone punteggiato è più facile da osservare mentre nuota libero nell'acqua, dove trova anche il cibo. Al Tritone punteggiato sono spesso associati il Tritone crestato e le rane verdi, talvolta anche la Raganella. A nord delle Alpi, nelle zone golenali, capita di osservare insieme tutte e quattro le specie indigene di tritoni.



 

Tritone punteggiato femmina

Mascio Tritone punteggiato

Habitat tipico del Triton punteggiato

Scheda specie

  • Pigmentazione color marrone scuro a marrone chiaro, ocra 
  • Dall’aspetto gracile 
  • Ventre arancio chiaro con punti scuri
  • Maschio: Cresta dorsale con bordi dentati o ondulati (senza discontinuità tra il corpo e la coda), dita lobate munite di "pinne" scure, testa che presenta delle tipiche righe chiare e scure, gola color arancio chiaro con delle piccole macchie scure
  • Femmina: senza cresta dorsale, gola color arancio chiaro con poche macchie o priva di macchie

Downloads

  • Tedesco:  Praxismerkblatt Teichmolch und Kammmolche (PDF)
  • Francese: Notice pratique Triton lobé et Tritons crêtés (PDF)

Informazioni supplementari

  • Einheimische Eidechsen - Bestimmungshilfe
  • Bestimmungshilfe: Faden- und Teichmolch-Weibchen, Braunfrösche, Wasser- oder Grünfrösche, Eidechsen, Schlingnatter und Kreuzotter, Ringelnatter-Unterarten. Rundbrief zur Herpetofauna von Nordrhein-Westfalen Nr. 28 (2005). Bearbeitet von Martin Schlüpmann.