Fermer
banniere_karch01.jpgbanniere_karch02.jpgbanniere_karch03.jpgbanniere_karch04.jpgbanniere_karch05.jpgbanniere_karch06.jpgbanniere_karch07.jpgbanniere_karch08.jpgbanniere_karch09.jpg

Salamandra nera

Salamandra atra atra Laurenti, 1768

La Salamandra nera ( Salamandra atra Laurenti, 1768) è sotto molti aspetti un anfibio particolare e diverso dagli altri. Benchè per sopravvivere necessiti di un habitat relativamente umido, resta l’unico anfibio europeo che per quanto riguarda la riproduzione si è reso del tutto indipendente dall’acqua. Anzi, è una pessima nuotatrice.

Tutto il suo corpo, ventre compreso, è di colore nero lucentee il tronco appare diviso in segmenti verticali. Lungo il centro del dorso corre una doppia fila di ghiandole e lateralmente sono visibili delle protuberanze coniche, le cui punte terminano con un'apertura ghiandolare. Gli individui si assomigliano tutti come gocce d’acqua, tanto che è impossibile identificarli singolarmente senza una marcatura appropriata. La cloaca dei maschi è più accentuata di quella delle femmine: si tratta dell’unico carattere, oltre tutto non sempre evidente, che permette una differenziazione dei sessi. I maschi adulti misurano dai 9 ai 13 cm, le femmine sono leggermente più grandi e possono talvolta raggiungere i 15 cm.
Al sud delle Alpi italiane e a est di Trento, sull'altopiano di Asiago, vive la sottospecie Salamandra atra aurorae (Trevisan 1982) ornata di ampie macchie bianco-giallastre che la rendono somigliante alla ben nota Salamandra pezzata (Salamandra salamandra Linnaeus, 1758). Fino ad oggi questa sottospecie non è mai stata osservata in alcun altro luogo della catena alpina.

 

 

Le osservazioni di questa specie non sono per niente semplici inquanto trascorre gran parte della sua vita nascosta nel sottosuolo, sotto piode, legname, radici o in fessure della roccia. Le densità maggiori di individui vengono osservate durante i temporali, talvolta poco prima che questi ultimi si scatenino! Se la pioggia perdura gli animali, si ritirano nuovamente nei loro nascondigli. Un altro momento  favorevole alle osservazioni è l'alba, quando il suolo é ancora umido a causa della brina. Quando invece il tempo è secco o ventoso, oppure durante le ore serali e all'inizio della notte, le salamandre sono praticamente introvabili.
 
Alle basse quote l’attività annuale comincia solitamente all'inizio di maggio, in montagna invece, parecchie settimane dopo lo scioglimento delle nevi. In giugno il ritmo di attività aumenta ed è talvolta possibile assistere ai primi accoppiamenti. Se l’umidità dell’aria e la temperatura permangono elevate gli animali restano attivi anche in luglio e agosto. Dall'inizio di settembre i primi individui rientrano nei loro rifugi e in ottobre le osservazioni sono ormai rare. Informazioni riguardanti lo svernamento della Salamandra nera sono praticamente inesistenti.
 
L’accoppiamento ha luogo sulla terraferma, con il maschio che striscia sotto la femmina e ne afferra le zampe anteriori con le proprie per tenerla ferma. Poi depone al suolo un involucro seminale, la spermatofora. Infine sposta il proprio corpo in modo che la spermatofora venga a trovarsi direttamente sotto la cloaca della compagna, che la raccoglie in un apposito contenitore. Di norma solo due delle 50 uova prodotte dalla femmina vengono fecondate e iniziano il loro sviluppo, prima embrionale e poi larvale, che avviene interamente nel ventre materno.

La sua durata dipende dall'altitudine: 2 anni al di sotto dei 1'000 m, 3 anni tra i 1'000 e i 2'000 m, fino a 4 anni alle quote superiori. Nel ventre materno, alla schiusa delle uova le giovani larve si nutrono dapprima delle altre uova, ormai ridotte a una poltiglia ad alto contenuto proteico. In seguito è la stessa parete dell’utero materno a produrre vere e proprie cellule nutritive, che vengono mangiate dalle larve.

In questa fase del loro sviluppo le larve sono munite di grosse branchie, che permetterebbero loro di sopravvivere anche in un ambiente acquatico. In seguito le branchie regrediscono e ha luogo la metamorfosi, così che alla fine della lunghissima gestazione vengono al mondo due piccoli, lunghi da 45 a 50 mm e con le branchie ormai ridotte a moncherini. La femmina che ha partorito non potrà più essere fecondata durante tutto l’arco dell’anno.



 

L’areale di distribuzione della Salamandra nera inizia nelle Alpi vodesi a est della Valle del Rodano (non sono noti ritrovamenti a ovest) e si estende lungo tutte le Alpi settentrionali, attraverso il massiccio del Säntis, fino alle Alpi austriache, a 50 km da Vienna. Qui devia a sud e prosegue, pur se con popolazioni isolate e assai distanti tra loro, attraverso le Alpi dinariche fino all'Albania settentrionale. Popolazioni frammentate sono presenti anche nelle Alpi dell’Italia orientale.
 
In Svizzera il limite settentrionale inferiore si delinea dalle Alpi friborghesi alle gole della Sarine e della Sense, poi attraverso l'Emmental e l'Entlebuch in direzione di Lucerna, per poi passare attraverso il Rigi, la gola della Sihl e i Cantoni di Svitto e Glarona fino al Lago di Walen e al massiccio del Säntis. Le valli alpine centrali, come il Vallese, l'Engadina e la Valtellina, sono popolate solo marginalmente per via del loro clima arido. Lo stesso vale per la parte più settentrionale del Ticino, dove sono note unicamente alcune vecchie segnalazioni,da tempo non riconfermate.

La maggior parte degli avvistamenti si è verificta tra gli 800 e i 2'000 m di altitudine, il punto più elevato tocca i 2'430 m. Il punto di ritrovamento più basso è invece localizzato lungo la riva meridionale del Lago di Walen, con un'altitudine di 420 m. Anche lungo i fiumi Sarine, Sense, Emme e Sihl sono note delle stazioni  inferiori ai 600 m.

Carte di distribuzione

 

Lo status della Salamandra nera é incerto. Se già non è sempre facile accertare la presenza della specie, ancor più difficoltosa e imprecisa si rivela determinarne la densità e la sua possibile evoluzione. Danni ai nascondigli utilizzati dall'anfibio possono essere causati da uno sfruttamento eccessivo dei pascoli alpini, per esempio dalla presenza di un numero troppo elevato di pecore.

Non è per contro ancora possibile stabilire se e quale influsso negativo possano avere piogge e nebbie acide sui suoli dei boschi di montagna e sui suoi abitanti. La morte causata dal traffico nuoce ad alcune popolazioni solo a livello locale. In generale, la tutela deve mirare al mantenimento integrale di boschi e pascoli naturali preesistenti.
La Salamandra nera vive in pascoli e prati alpini non troppo asciutti, macereti e fasce detritiche, boschi umidi, radure e margini di bosco, gole e vicinanze di ruscelli, ma anche in prossimità di strade. I boschi di latifoglie o misti sono preferiti rispetto a quelli puri di conifere. La specie è molto più frequente su substrato calcareo che non su granito o gneiss.



 

Salamandra nera

 

Salamandra nera

Habitat tipico della Salamandra nera

 

Scheda specie

  •  Dall’aspetto elegante
  • Tronco e coda ben segmentati
  • Grandi ghiandole paratoidi reniformi (a forma di rene)
  • Occhi neri globulosi e sporgenti, di grandi dimensioni
  • Corpo completamente nero senza motivi ornamentali
  • Pelle lucida come se fosse cosparsa di lacca.
  • Coda a sezione circolare o lievemente angolare

 

Downloads